Nel tennis si chiama “occhio di falco”. Nel calcio, “goal line technology”. In tv è storicamente “moviola in campo”, da quando Biscardone faceva il moviolone nel vecchio Processone. Ormai i superlativi hanno fatto il loro tempo, ma è giusto segnalare lo “storicissimo” primo gol visto solo e soltanto dalla telecamera piazzata sulla linea di porta: il 3-3 del Chievo contro la Roma. L’assistente di linea era coperto. I giocatori in campo non se n’erano accorti. Senza tecnologia sarebbe stato il più classico dei “gol fantasma”. Invece è stato gol e basta: viva la tecnologia, viva la moviola in campo. Abbiamo dispositivi in grado di offrirci qualsiasi supporto in tempo reale, perché farne a meno proprio per il calcio, che si vede in tutti i modi e in tutto il mondo?
Domande legittime, anzi quasi superflue. Punti interrogativi che andrebbero subito rimpiazzati dagli esclamativi. Poi però arriva Mancini in tv, e alla domanda su come giudica l’entrata di Murillo su Pucciarelli, risponde che “si vede chiaramente l’empolese mentre allarga il piede per cercare il contatto”. Poco prima, l’ex arbitro e moviolista Cesari, mostrando l’immagine rallentata e ingrandita, aveva giustificato l’arbitro Celi (coperto) ma severamente annotato l’errore dei suoi assistenti: rigore netto, più espulsione di Murillo già ammonito.

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